ENTROTERRA ROMAGNOLO

 

Tutto da scoprire e da vivere è l'entroterra romagnolo, spesso ignorato dai turisti e conosciuto solamente dagli abitanti della zona. La Romagna invece è ugualmente bella, affascinante e interessante tanto sulle colline quanto sulla costa. Paesaggi verdeggianti, innumerevoli reperti archeologici e monumenti storici fanno da sfondo ai tanti eventi organizzati nell'entroterra: sagre eno-gastronomiche con prodotti agricoli e specialità culinarie del posto, feste del patrono e di altre ricorrenze con tanto di orchestra, musica e balli, mostre d'arte organizzate all'interno di antichi castelli e rocche, competizioni di sport d'altri tempi come le gare di balestra e sport moderni come ciclismo e corsa podistica, spettacoli in costume medievale e spettacoli di cabaret con famosi comici della televisione... Insomma un ricco carnet di appuntamenti da non perdere assolutamente!

 

Bertinoro

La Colonna degli Anelli è il simbolo ufficiale non solo della cittadina di Bertinoro, ma l’emblema stesso della tradizionale ospitalità romagnola. “Balcone di Romagna”, con i declivi secolarmente vocati ai vitigni dell’Albana, Bertinoro oggi, sede di un moderno centro residenziale universitario ha in Fratta Terme un attrezzato centro termale in fase di rilancio.
Tipico esempio di cittadella medievale ricca di mura, torri e case antiche, situata al centro della pianura di Romagna in posizione panoramica. In cima al borgo, la rocca millenaria anteriore al secolo X, oggi ospita il Centro Residenziale Universitario dell'Alma Mater Studiorum di Bologna. Sulla piazza della Libertà, adiacenti al municipio, sorgono il complesso della Cattedrale e la Torre civica, fino al XVI secolo faro della città.
Una passeggiata nel nucleo storico vi portera fino al balcone di Romagna dove si gode della vista di Cesena fino al mare. Nelle vicinanze troviamo il parco di Fratta terme, un attrezzato e moderno centro termale, di epoca romana.
Nel secondo sabato di giugno, la Piazza della Libertà di fronte al Palazzo Comunale si trasforma per l'occasione in uno splendido salotto con gli stand delle Aziende aderenti alla Strada dei Vini e dei Sapori dei Colli di Forlì e Cesena, che presentano, fanno degustare e vendono i propri prodotti.
Il primo week end di settembre, Piazza della Libertà:  La festa dell’ospitalità.
Questa festa rievoca una tradizione iniziata nel 1300, anno nel quale venne eretta la "Colonna delle Anella", con tanti anelli quante erano le famiglie del tempo. Il forestiero che attaccava il suo cavallo ad uno degli anelli era ospite della famiglia corrispondente. Ogni anno la prima domenica di settembre si ripete il rito dell’Ospitalità.

 

Castrocaro

Il centro è posto a circa 10 km dal capoluogo, Forlì, è composto dai paesi di Castrocaro Terme, Terra del Sole e Pieve Salutare.
Sul borgo medioevale di Castrocaro (la romana “Salsubium”) domina la Rocca del Capitano, mentre Terra del Sole (l’antica “Eliopoli) nacque nell' 8 Dicembre 1564 come fortezza rinascimentale per proteggere dal brigantaggio i territori dei Medici.
sino a svilupparsi nel dopoguerra come una delle più importanti stazioni termali italiane.
Il Parco delle Terme di Castrocaro è oggi uno splendido giardino dai viali maestosi e dagli angoli incantevoli. Otto ettari di estensione con sedici chilometri di percorsi che si snodano in un affascinante susseguirsi di sequoie centenarie, lecci, querce, cedri dell’Himalaya e tanti altri alberi, fiori e piante officinali. Chi giunge a Castrocaro da Forlì, all'entrata della località può inoltre ammirare la facciata del Palazzo Piancastelli, che oggi ospita la Direzione delle Terme
Da visitare
Castrocaro:
* Rocca del Capitano
* Porta detta Voltone dell’Orologio
A Terra del Sole:
* Museo dell'Uomo e dell'Ambiente
* Citta della Medicea fortificata
* Castello del Capitano delle Artiglierie di Porta Fiorentina
* Archivio Storico Comunale posto nel Castello di Porta Romana
* Palazzo Pretorio.
I primi dieci giorni di giugno, nella spettacolare atmosfera notturna della Fortezza di Castrocaro  avverranno, a lume di fiaccola, spettacoli musicali, teatrali e pirotecnici, cortei storici, animazioni nella rappresentazione dal medioevo al rinascimento.

 

Forli

Collocata in un punto strategico lungo la via Emilia, fu per molto tempo un importante centro agricolo.Fu la famiglia Ordelaffi, che governò Forlì per oltre due secoli, prima che la città venisse incorporata nello Stato Pontificio.
Emerito cittadino forlivese, il mazziniano Aurelio Saffi, triunviro nella Repubblica Romana del 1849: il suo monumento è al centro della grandiosa Piazza Saffi.
Nell’antico Borgo Schiavone (corso Garibaldi), da segnalare il cinquecentesco palazzo del Monte di Pietà. In piazza degli Ordelaffí il Palazzo Paolucci Piazza (del XVII secolo, attuale sede della prefettura.
Da visitare il duomo nel cui interno spicca la cupola della cappella della Madonna del Fuoco, affrescata con un’Assunzione di Carlo Cignani. Notevole del XII secolo è anche il portale della Chiesa di S. Maria dei Servi, non lontana dalla Pinacoteca comunale.
Per immergersi completamente nella natura, in piena città il parco urbano vi aspetta con il suo verde, una zona giochi bimbi tanti coniglietti e laghetti con cigni. Un vero relax in città!
Inoltre Forlì è dotata di un proprio aeroporto internazionale sito a circa 4 km dal centro cittadino.

 

Montiano

La città si caratterizza per l’ospitalità e la buona cucina. La Rocca Malatestiana (fine XVI sec.) domina l’abitato e oggi è parzialmente visitabile. Sul colle dirimpetto, il suggestivo Parco della Rimembranza, con il Monumento ai Caduti, dal quale si gode uno splendido paesaggio sulla pianura. Oggi Montiano si presenta ai visitatori come accogliente cittadina, dalla vivace vita economica legata all’agricoltura e alla produzione vitivinicola.Da non perdere per la rassegna prodotti tipici la sagra del “grasol” il terzo weekend di Settembre, grande esposizione di prodotti tipici locali: vino, miele, funghi, frutta di stagione, salumi, formaggi, prodotti commerciali e artigianali. Spettacoli musicali e folcloristici, stand gastronomici con cucina locale. Nel pomeriggio di domenica, rievocazione di una giornata agricola degli anni '50-'60, con trebbiatura del grano. Durante le giornate sarà attiva la produzione e la vendita di "ciccioli" fatti con metodo rurale locale: "dal paiolo alla tavola". Quattro giornate alla scoperta degli antichi sapori delle colline romagnole.

 

Savignano

Località famosa per la secolare controversia - tutt’ora in atto - sull’identificazione del fiume Rubicone. Il ponte romano sul fiume Rubicone rende Savignano famoso in tutto il mondo per lo storico passaggio di Giulio Cesare, che pronunciando la celeberrima frase "Alea Iacta Est" (Il dato è tratto) marciò su Roma.
Fiorente centro di attività culturali, come testimonia la denominazione di “Atene di Romagna”, Savignano vanta una folta schiera di studiosi, letterati ed archeologi. E' ancor oggi viva l’Accademia dei Filopatridi, tra le più antiche e prestigiose accademie di studi della Romagna.
Nelle vicinanze il “Castello di Ribano (XI secolo): sulla strada Savignano – Sogliano, circondato da vigne, oggi sede dell’azienda vitivinicola Spalletti.
A Savignano troviamo il wine festival
Dove si possono degustare attraverso stand e cantine i vini della nostra Romagna e non solo, presentati dagli stessi produttori. E la sagra dello scquaquerone  Protagonista numero uno di questa sagra sarà ovviamente il formaggio più conosciuto e amato di Romagna, da degustare sulla piadina insieme ai primi della tradizione e al Sangiovese. Il programma del weekend sarà arricchito da orchestre tipiche, spettacoli comici lotterie e altro ancora.

 

Forlimpopoli

Forlimpopoli fa parte della provincia di Forlì-Cesena. Si trova nella pianura romagnola, ai piedi delle colline appenniniche e a circa 25 km dal mare Adriatico.
Le origini di Forlimpopoli risalgono all’opera del console romano Popilio Lenate (anno 132 a.C., circa). Il centro abitato è sorto lungo la via Emilia (SS.9) fra Forlì e Cesena, si è sviluppato attorno alla Rocca, distrutta e poi ricostruita dal cardinale Albornoz. Forlimpopoli nell'Ottocento ha dato i natali al padre della gastronomia italiana Pellegrino Artusi. Da visitare la splendida Rocca Albornoziana a pianta quadrata che domina la piazza principale, costruita verso la metà del XIV secolo sulle rovine dell'antica cattedrale. La Rocca tuttora ospita il municipio ma sono i suoi sotterranei a celare la storia di Forlimpopoli ospitando le sale del Museo Civico conservanti manufatti e reperti paleolitici, romani (fra i quali mosaici ed anfore), medioevali ritrovati nel territorio artusiano.
La principale manifestazione è in onore di Pellegrino Artusi  è Festa Artusiana che si svolge in giugno ed evidenzia l'aspetto tipico della cultura e della tradizione eno-gastronomica.
Con la Festa Artusiana la città rende omaggio al suo concittadino più illustre, Pellegrino Artusi, indiscusso padre della gastronomia italiana, Rivivendo il gusto di ricerca dei sapori
Il programma è ricco e le opportunità permettono ad ognuno di assaporare ciò che più è gradito al proprio palato, o di osare un assaggio di un boccone sconosciuto: cucina, musica, teatro, danza, mostre, degustazioni, mercati, premi Artusi, convegno scientifico. Ce n’è per tutti!Un de int la Roca ad Frampùl (Un giorno nella Rocca di Forlimpopoli) si svolge il secondo fine settimana di settembre. È una rievocazione storica organizzata dal Gruppo Storico "Brunoro II" della Pro Loco di Forlimpopoli, la festa ripropone un evento storico riguardante il signore conte di Forlimpopoli Brunoro.


Predappio

Predappio è situata nella valle del fiume Rabbi, in zona collinare.
Circondata da vigneti pregiati, dai quali si ottiene il sangiovese doc, il più apprezzato e diffuso dei vini di Romagna.ll paese, che ha chiesto il riconoscimento di 'città di fondazione', costituisce la testimonianza dell'impegno di Benito Mussolini per valorizzare i luoghi che gli dettero i natali. La minuscola frazione di pianura denominata Dovia il 30 agosto del 1925 divenne capoluogo comunale (Predappio Nuova). Dal punto di vista naturalistico questa area presenta alcune peculiarità interessanti come i calanchi che, originati dalla forte erosione, ricordano un paesaggio lunare e, pur nella loro desolata sterilità, rappresentano un mondo di grande bellezza ed elevato valore naturalistico.
Da vedere: la chiesa di Sant'Agostino in Rocca Delmici, la chiesa di San Cassiano in Pennino, la Rocca ed il borgo di Predappio Alta con il caratteristico lavatorio pubblico e le cantine quattrocentesche della Cà de Sanzvés.
Mostre periodiche presso la casa natale Mussolini.La manifestazione più importante è SAGRA DEL CINGHIALE a Piazza Mercato Nuovo (area ex Foro Boario) la Seconda domenica di maggio.
Appuntamento per gli amanti della buona tavola con un menù a base di carne di cinghiale, servito con ottimo sangiovese. Cucinato nei modi più classici, il cinghiale anima una sagra che è fondamentalmente gastronomica; trionfano i condimenti per tagliatelle, tortellini e polenta, gli insaccati e le cotture alla brace. Oltre agli stand gastronomici ad arricchire la festa saranno presenti bancarelle, musica e attrazioni varie.


Longiano

Di antiche origini longobarde, fu nobile residenza dei Malatesta, quindi proprietà dello Stato Pontificio. Longiano, come castello, è certo che non esisteva nel V° sec. e la sua fondazione si può far risalire al periodo fra il VII° e VIII° secolo.
Negli ultimi due decenni, grazie al fervore ed alla vivacità di promozione di iniziative turistico – culturali, ha assunto ruolo di polo culturale dei paesi della fascia pedemontana romagnola.
Longiano, con altre cinque cittadine della provincia di Forlì Cesena, ha conquistato la bandiera arancione, il marchio di qualità turistico ambientale per l'entroterra attribuito dal Touring Club Italiano. Tra i monumenti meritano una visita, oltre al Castello, il Santuario del Ss. Crocifisso, il Museo Italiano della Ghisa e il Teatro Petrella, piccolo scrigno molto apprezzato dai grandi attori.A luglio, ogni anno, viene dedicata un'intera settimana alla tradizionale celebrazione del Santo Patrono: spettacoli in piazza, manifestazioni sportive e culturali, concorsi di pittura, mostre espositive e stand gastronomici con prodotti tipici.


Borghi

Nei pressi del “confine” fra la Provincia di Forlì-Cesena e la nuova Provincia di Rimini, Borghi è la proiezione collinare del crinale che ascende dalla piana fra Savignano e Santarcangelo di Romagna: percorso panoramico fra le valli del fiume Rubicone e del fiume Uso.
La frazione di S.Giovanni in Galilea è uno straordinario balcone naturale sulla pianura e sulle svettanti rocche di Montebello, Torriana, Verucchio e San Marino.
Il secondo weekend di Maggio, il protagonista della festa è il Bustrengh , dolce tradizionale delle vallate del Rubicone e Uso. La ricetta del Bustrengh di Borghi è custodita gelosamente dai paesani. Venerdì: gara podistica e commedia dialettale. Sabato pomeriggio teatro coi ragazzi delle scuole medie. Sera orchestra. Domenica: mostra delle erbe officinali, mostra dei pittori della Vecchia Pescheria, orchestra, stand gastronomico e Selezioni del Concorso di Miss Rubicone valevole per il Concorso di Miss Italia.
E per gli amanti della musica classica non perdete il concerto sotto le stelle la notte di san Lorenzo.
 

Rimini

Tutti conoscono la località di vacanze più famosa d’Europa. Ma Rimini, anzi l’antica Ariminum, è anche una città d’arte con oltre 22 secoli di storia.
E’ una delizia passeggiare in questi luoghi storici dove le auto sono bandite e ogni cinque minuti si incontra un monumento. Per cominciare a conoscere la Rimini romana, si parte dall’Arco di Augusto, che collegava Roma a Rimini (Via Emilia), il più antico degli archi romani superstiti.
Il monumento oggi si presenta isolato, come un grande arco trionfale, in origine era inserito nelle mura della città fra due torri lapidee più antiche in opera poligonale come i brevi resti di mura ancor oggi visibili in basso ai suoi fianchi, resti che appartengono alla prima cinta muraria della Rimini romana.
Il percorso prosegue con il Ponte di Tiberio. Uno dei più notevoli ponti romani ancora in vita, iniziato da Augusto nel 14 e completato da Tiberio nel 21 D.C, si impone per il disegno architettonico, la grandiosità delle strutture e la tecnica costruttiva. La straordinaria solidità del ponte e la sua resistenza alle piene del fiume, molto frequenti e violente, sono dovute all’ottima tecnica impiegata dai suoi costruttori ed ai sottili accorgimenti a cui hanno fatto ricorso i suoi progettisti. Ma l’opera, oltre che dal punto di vista tecnico, è veramente notevole anche da quello formale e non meraviglia che tanti artisti del rinascimento sia siano ispirati ad esso.
Oggi a Rimini se si parla di “borgo” s’intende soprattutto quello di San Giuliano, sulla sponda settentrionale del fiume Marecchia, separato dal centro storico dal Ponte di Tiberio. Nato intorno all’anno Mille, era l’antico quartiere dei pescatori. Oggi le case qui sono alle stelle ed è un piacere passeggiare fra e sue stradine e piazzette, classico esempio di antica edilizia popolare, povera, di sapore medievale, ma perfettamente ristrutturate.
Il Tempio Malatestiano, cattedrale della diocesi di Rimini dal 1809, è il massimo monumento riminese e una delle opere architettoniche più significative del primo Rinascimento in Italia[59]. La chiesa, dedicata a San Francesco, fu costruita in forme gotiche sul luogo di un’antica chiesa benedettina(Santa Maria in Trivio) e divenne tradizionale luogo di sepoltura dei Malatesta. All’interno del Duomo sono custoditi i sepolcri di Sigismondo e di Isotta degli Atti e due opere d’arte di eccezionale importanza: il Crocifisso di Giotto (1300) e un affresco di Piero della Francesca, Sigismondo Pandolfo Malatesta in preghiera davanti a San Sigismondo.
Del Castello, fatto costruire nel Quattrocento da Sigismondo Pandolfo Malatesta, è superstite il solo nucleo centrale. Il castello fu concepito come palazzo e fortezza insieme, come degna sede per la corte e per la guarnigione e come segno di potere e di supremazia sulla città. Per Sigismondo il castello doveva rappresentare visivamente la fortezza del potere, secondo un concetto ancora del tutto medievale, realizzato necessariamente in forme tradizionali, La costruzione conserva un notevole fascino, con le sue grosse torri quadrate e le poderose muraglie a scarpa, la compattezza delle cortine merlate, l’uso costante di archi acuti e di inserti lapidei e ceramici, lo sfarzo delle dorature e degli intonaci colorati in verde e rosso (colori  araldici malatestiani).
Oggi Castel Sigismondo, ogni anno ospita importanti mostre i internazionali, nel 2011 quella di “Monet, Cezanne, Renoir e altre storie di pittura in Francia”. Gli appassionati non possono perderla!
Gran finale assolutamente da non perdere, è la sosta in piazza Ferrari alla piccola Pompei riminese. Il complesso rinvenuto si componeva della cosiddetta "Domus del chirurgo" di età romana e di un edificio tardo antico, si tratta del più ricco e completo corredo chirurgico del mondo romano a noi noto.
Da assaporare la tipica cucina adriatica e le suggestioni legate a Federico Fellini, dal Grand Hotel sulla marina ai migliori vini dei Colli di Rimini, detti appunto "I Felliniani. Negli ultimi anni infine è divenuta uno dei poli fieristici e congressuali più importanti a livello italiano, e a volte anche europeo

 

Bellaria e Igea Marina

Un piccolo e antico borgo di pescatori che nel corso del ventesimo secolo è diventato un affermato centro di vacanza balneare. Sette chilometri di spiaggia, allineati davanti all’Adriatico, durante l’estate diventano l’ampio scenario entro cui vivere e godere il mare.
Il centro di Bellaria e di Igea Marina è costituito da viali alberati, pedonalizzati, sui quali si affacciano boutiques, gelaterie, pizzerie, locali notturni. Sono il teatro privilegiato della passeggiata serale, dello shopping ed anche degli eventi di intrattenimento che la città organizza per i suoi ospiti
Segni del passato sono la Torre Saracena e la Casa Rossa. La Torre, costruita nel XVII secolo per avvistare i pirati, oggi ospita un interessante museo di conchiglie. Nella Casa Rossa, un villino liberty, lo scrittore Alfredo Panzini amava trascorrervi le proprie vacanze al mare. Ogni estate il parco ospita incontri culturali e letterari.
Famoso è  il Festival dei Saraceni, splendida rievocazione storica in costume che allieterà le vie del centro rivierasco. La manifestazione  partirà proprio dallo sbarco dei Saraceni (ragazzi bellariesi opportunamente abbigliati e truccati) al porto di Bellaria a bordo di imbarcazioni d’epoca. I pirati, accompagnati da odalische e mangiafuoco sfileranno poi per le vie del centro dando vita a spettacoli e musica. Ciliegina sulla torta, il palio dei Saraceni, durante il quale baldi giovani si fronteggeranno in sfide d’abilità. Il tutto rigorosamente accompagnato dal gustoso banchetto saraceno allestito nella zona della Borgata vecchia.


San Marino


La Repubblica di San Marino si trova a 30 minuti d’auto da Rimini,
A partire dal 2008 il centro storico della Città di San Marino e il Monte Titano sono stati inseriti dall'UNESCO tra i patrimoni dell'umanità.E’ la Repubblica più antica d’Europa e anche lo stato che, in proporzione ai suoi abitanti ospita il più grande numero di visitatori, attratti dal suo centro storico con gli innumerevoli negozi, le antiche piazze, i palazzi, i musei, le chiese e le case medioevali tutte in pietra che conservano l’aspetto di un tempo.
Sulla vetta del Monte Titano si ergono le tre Rocche (o torri fortificazione) collegate fra loro con muraglie e camminamenti, una terrazza con la splendida vista della Riviera della Romagna da un lato e l'antica Repubblica dall'altro.
La Città di San Marino è la terza città del Paese, dopo Borgo Maggiore e Dogana, frazione di Serravalle ed anche il capoluogo del castello omonimo, che comprende anche alcune frazioni tra cui Murata. Confina con i castelli di Acquaviva, Borgo Maggiore, Fiorentino e Chiesanuova e con il comune italiano di San Leo (PU). Il suo borgo resta arroccato in cima al Monte Titano, è il nucleo residenziale più antico, non a caso raccoglie le sedi istituzionali del Consiglio Grande e Generale e del Governo (Palazzo Pubblico). Palazzo Pubblico o Palazzo Governativo fu costruito tra gli anni 1884 -1894 su progetto dell’architetto romano Francesco Azzurri. Nel Palazzo si svolgono le cerimonie ufficiali dello Stato.
La Prima Torre, o Rocca, o Guaita, è la maggiore e la più antica delle tre rocche che dominano dall'alto la Città di San Marino. E' caratterizzata dalla presenza di due cinte murarie difensive, Quella esterna, coronata da merli e rinforzata agli angoli da torrioni angolari faceva parte del primo girone di mura (Girone della Guaita) eretto a difesa dell'abitato; quella interna, la più antica, dotata di un ingresso sopraelevato e racchiude al suo interno la Torre campanaria, gli alloggiamenti delle guarnigioni trasformate successivamente in carceri.
L’ultimo restauro, effettuato intorno al 1930, ne ha consentito l'apertura ai visitatori.
La seconda Torre è Rocca Cesta, del XIII secolo, e ospita il Museo delle Armi Antiche. Rocca Cesta risale al XIII secolo. Si trova sul più alto picco del monte Titano.
Torre o Rocca Montale, a pianta pentagonale Intorno al Montale si vedono grossi massi di roccia molto antichi; sovrapposti in modo primitivo a guisa di muri. Ebbe molta importanza durante le lotte contro i Malatesta.
Nel centro storico troviamo la basilica del Santo, dove sotto l’altare si trova una piccola urna con le ossa di San Marino.Da non perdere le innumerevoli manifestazioni durante il periodo estivo!

 

San Leo

San Leo fa parte de “ i Borghi più belli d’Italia ed è Bandiera arancione del touring club italiano.
Meravigliosa capitale d’arte, citata da Dante Alighieri nella Divina Commedia, è il fulcro della regione storica del Montefeltro ed è la città che gli ha dato il nome
La straordinaria conformazione del luogo, un imponente masso roccioso con pareti a strapiombo ne ha determinato, fin dall’epoca preistorica, la doppia valenza militare e religiosa, testimoniate da manufatti di grandissimo pregio architettonico e artistico.
Oggi il centro storico, integro nel suo rigore e nella sua bellezza originaria, offre immediatamente allo sguardo gli antichi edifici romanici: Pieve, Cattedrale e Torre, ai quali si affiancano numerosi palazzi rinascimentali, come il Palazzo Mediceo, sede dell’elegante Museo di Arte Sacra, la residenza dei Conti Severini-Nardini, il Palazzo Della Rovere, sede del Municipio. Cuore di San Leo la piazza intitolata a Dante che vi fu ospitato come San Francesco, il quale qui ricevette in dono, dal Conte di Chiusi, il Monte della Verna. Sulla punta più alta dello sperone la Fortezza di Francesco di Giorgio Martini, dove fu rinchiuso, dal 1791 fino alla morte, avvenuta nel 1795, Giuseppe Balsamo, noto come Conte di Cagliostro.


Monte Gridolfo

Delizioso e invitante il suo borgo, unica la sua struttura che non ha subito stravolgimenti urbanistici e un accurato restauro ha restituito agli abitanti e ai visitatori. Risultato un museo all’aperto, fin troppo lezioso nella riproposizione storico architettonica.
Essendo posizionata tra la valle del Conca e quella del Foglia, lo sguardo è rivolto anche alle Marche, ne ha sempre subito le conseguenze, entrando spesso nel vivo delle battaglie tra le due potenti Signorie dei Malatesta e dei Montefeltro.
Vi si accede dal cassero con torre del ‘500 e sono da visitare le viuzze di ciottoli, le botteghe artigiane, le osterie, i palazzi del borgo ed il Museo della linea dei Goti. Interessanti il santuario della Beata Vergine delle Grazie e la chiesa di S. Rocco, con pregevoli opere pittoriche all‘interno.


Morciano

Passeggiando per il suo centro si coglie un’atmosfera ottocentesca grazie alla disposizione a scacchiera delle strade del centro.
La sua personalità austera ne fanno un luogo piacevole per la sosta e lo shopping, a cui sono dedicati i suoi mercati sempre affollati, un tempo giornalieri.
La zona l’avevano scelta per questo anche i romani che vi costruirono fattorie e insediamenti di cui affiorano continuamente reperti, il nome stesso pare derivato dalla famiglia Marcia che qui insediò una comunità.Fu la costruzione del ponte sul Conca nel 1870 a dar corpo a quel ruolo di collegamento tra Montefeltro, Valconca e riminese che si consolidò sempre più con circolazione di genti e merci, trasformando la sua economia agricola in una fondata sul terziario.
Annualmente, nel mese di marzo si svolge l'importante fiera di San Gregorio che coinvolge tutti gli operatori agricoli e artigianali della vallata, la fiera si svolge intorno al 12 marzo, giorno di San Gregorio, con esposizioni campionarie di prodotti dell’agricoltura, dell’artigianato e dell’industria, centro fiera del bestiame, mostra mercato della macchina e dell’attrezzatura agricola, spettacoli di vario genere per l’intrattenimento delle migliaia di visitatori che per otto giorni affollano le vie del paese.

 

Riccione

Chi ama il divertimento ama Riccione.
Di notte e di giorno la città offre mille opportunità per tutti
Le discoteche famose in tutta Europa, sorgono sulle vicine colline. Sulla spiaggia, nell’area a confine con Rimini, numerosi locali ogni sera si popolano di giovani attirati dal fascino della musica e del ballo in riva al mare, sotto le stelle. Senza dimenticare i numerosi eventi, che non solo in estate, la città organizza per intrattenere i propri ospiti.
Il viale più importante ed alla moda di Riccione.
Nelle ore serali, viale Ceccarini, sul quale si affacciano boutiques prestigiose e caffè alla moda, è la meta privilegiata della passeggiata. Già dal pomeriggio i bar sono frequentati per il rito dell’aperitivo. E’ una città viva con tanti eventi  che non aspetta altro che regalare emozioni.


Santarcangelo di Romagna

Santarcangelo di Romagna offre al visitatore curiosità e testimonianze storiche. Il monumento più visitato e certamente non del tutto catalogato, sono le grotte scavate nel tufo del colle Jovis che traforano il centro storico.
Accanto alle grotte si erge la bella chiesa collegiata, costruita nel '700. Qui sono conservati un crocifisso di scuola giottesca
Da visitare tutto il centro storico sul colle, con le sue strette vie dette "contrade". La torre dell'orologio o Campanone, dell'800, è testimonianza del simbolo laico della città.
Fra le tante curiosità, oltre alla "tomba" di San Martino dei Mulini, a 6 km dal centro cittadino, una casa colonica fortificata del 1300, l'antica Bottega del Mangano dove vengono stampate le tele a ruggine.Santarcangelo è una cittadina bella e importante, che ha saputo mantenere una fisionomia particolare e un forte legame con il proprio passato e le proprie tradizioni.
L’appuntamento da non mancare è la fiera di San martino l’11 novembre.

Cattolica

Al confine tra Romagna e Marche, adagiata nell’insenatura naturale ai piedi del Monte San Bartolo, Cattolica vanta un’antica tradizione di ospitalità. Questa vocazione all’accoglienza si è sviluppata nel Novecento quando le famiglie benestanti dell’Emilia costruirono qui i loro villini per le vacanze al mare.
Piazza del Mercato, via Matteotti, via Pascoli, sede ogni mercoledì del mercatino dell’antiquariato e tutta la nuova zona del porto, dove è sorta la nuova darsena, la “Marina di Cattolica”, sono luoghi pensati per incontrarsi, divertirsi, gustare la qualità della vita. Negozi, boutiques, caffè, gelaterie, accolgono e accompagnano il visitatore.
Vicino e a sud del centro si trova Piazza della Repubblica, dove sorge il Centro Culturale Polivalente, che comprende biblioteca, mediateca e Teatro della Regina.
Nel Museo della Regina si può andare alla scoperta dell’antica tradizione marinara di Cattolica, oltre che trovare testimonianze di epoca romana sulle origini della città.
Con l’Acquario di Cattolica presso il parco Le Navi la città offre un’ulteriore opportunità: un entusiasmante viaggio nelle profondità dei mari.
La Fiera degli Antichi Sapori di Terra e di Mare è il grande evento gastronomico di Cattolica, che ogni anno mette in piazza prodotti romagnoli tutti da gustare, dai formaggi ai salumi, dal pesce al buon vino. Dal 22 al 25 aprile non perdetevi dunque le delizie e le nuove scoperte culinarie della Fiera degli Antichi Sapori. Oltre agli stand per le degustazioni e agli spazi dedicati alla vendita, anche tanti eventi musicali, concerti e spettacoli per bambini.
Dal 28 aprile al 1° maggio
Colori e profumi invadono Cattolica per il ponte del 1° maggio con la trentennale fiera dei fiori e delle piante ornamentali, meglio conosciuta come Cattolica in Fiore. Nel pieno della primavera cattolichina, potrete ammirare produzioni artigianali, decorazioni ornamentali, accessori per il giardinaggio, bancarelle di oggettistica e idee per arredare esposte da oltre 100 vivaisti.

Ravenna

Tra le sue antiche mura si conserva il più ricco patrimonio di mosaici dell’umanità risalente al V e al VI secolo. Per questa ragione i suoi edifici religiosi paleocristiani e bizantini sono stati riconosciuti patrimonio mondiale da parte dell’Unesco nel 1996.
a Ravenna si può passeggiare tra le torri campanarie e chiostri monastici, passando dal romanico al gotico, dagli affreschi giotteschi di Santa Chiara al barocco dell’abside di S. Apollinare Nuovo; dalle testimonianze dell’ultimo rifugio di Dante Alighieri ai Palazzi che videro gli amori di Lord Byron, senza dimenticare la bellezza dei mosaici.
La basilica di S.Vitale è fra i monumenti piu' importanti dell'arte paleocristiana in italia soprattutto per la bellezza dei suoi mosaici.
Quando si entra nella basilica, lo sguardo viene catturato dagli alti spazi, dalle stupende decorazioni musive, i mosaici più belli della cristianità, forse per questa tensione verso l'alto non si nota un piccolo e meno noto gioiello. Nel pavimento del presbiterio, proprio di fronte all'altare, su un lato del pavimento ottagonale è rappresentato un labirinto. Nei primi anni della cristianità il labirinto spesso era il simbolo del peccato e del percorso verso la purificazione. Trovare la via d'uscita dal labirinto è un atto di rinascita.
Il Mausoleo di Teodorico è situato poco fuori del centro di Ravenna Fu fatto costruire dallo stesso Teodorico nel 520 d.C., come tomba. . E' ricoperto da un monolite del diametro di 10 m. e pesa 300 tonnellate. Si accede al vano superiore attraverso una scaletta, all'interno del quale è collocata una vasca di porfido dove si presume abbia trovato sepoltura lo stesso Teodorico; le sue spoglie vennero rimosse durante il dominio bizantino.
La tomba del sommo Poeta Dante Alighieri , morto a Ravenna nella notte fra il 13 ed il 14 settembre del 1321, si trova in fondo alla centralissima Via Dante. L’arca che racchiude le ossa di Dante si trova sulla parete di fondo. Sopra l'urna spicca un bassorilievo scolpito nel 1483 dal Lombardi, che raffigura Dante pensoso, presso un leggio.
Da visitare anche la Basilica dello Spirito Santo, il Museo Arcivescovile e Piazza del popolo. Fuori città la bellissima chiesa di Sant’Apollinare in classe.
Numerose le iniziative nei periodo estivi e invernali.

 

Sarsina

La via oggi è caratterizzata dalle sue osterie e le sue botteghe che conservano ancora le insegne a tempera sui muri. L'antica contrada collega il lato destro di Piazza Plauto con la Ss 71 ed ospita il Museo Archeologico.
Un Santo e un commediografo collocano Sarsina sul sentiero della storia. Il Santo è il taumaturgo del venerato collare scaccia-demonio, S.Vicinio; il commediografo è quel Tito Maccio Plauto che ha gettato le basi della commedia latina e moderna.
E' meta continua di pellegrinaggi e visite per ottenere, da sacerdoti all'uopo incaricati, la benedizione con la "catena di San Vicinio", collare in ferro che una tradizione millenaria fa risalire al Santo, primo vescovo di Sarsina, considerato taumaturgico contro gli ossessi, gli indemoniati o presunti tali.
Ogni estate a Sarsina, in una moderna "Arena Plautina", costruita secondo il disegno di un'arena romana, viene organizzato la Rassegna di recite classiche,  (metà luglio-metà agosto), giunta nel 2000 alla XL Edizione. Da alcuni anni la Rassegna ha assunto la denominazione di "Plautus Festival" e rientra tra le manifestazioni teatrali estive più importanti d'Italia.Vengono messe in scena commedie di Plauto e opere di altri importanti classici del teatro, antichi e moderni.
Con  la Festa romana Sarsina vi invita a scoprire il suo passato, rivivendo gli antichi splendori del suo popolo romano. La Pro Loco ed il Comune di Sarsina organizzano una serata dedicata alla rievocazione della vita quotidiana e degli usi romani con scenografie in piazza e per le vie, costumi e cibo a tema. Lungo le strade del centro storico potrete gustare la tipica cucina di 2000 anni fa preparata dai migliori ristoranti del paese, ascoltare dai maghi le premonizioni degli dei, recuperare profumi, spezie e colori di un antico mercato.
Sagra della pagnotta : Per festeggiare uno dei dolci tipici locali, Sarsina propone ogni anno la rinomata Sagra della Pagnotta Pasquale, evento dedicato a questa produzione che avviene durante il periodo della Quaresima; si tratta di una tradizione molto sentita in questa località, un dolce servito in occasione della Pasqua insieme all’uovo benedetto.
 

Entroterra
richiedi preventivo